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Il
designer milanese Giovanni Offredi, classe 1927, ha spaziato negli
anni dalla progettazione di mobili alle lampade, dalle cucine ai
telefoni, dai complementi di arredo ai televisori.
"Ciò che mi preoccupa maggiormente quando prendo in
considerazione un argomento, non è tanto il valutare la sua
apparenza epidermica, quanto la sua intima essenza", dice
Offredi.
"Nel campo dei mobili è purtroppo difficile trovare
committenti disposti ad effettuare sperimentazioni troppo
innovative. Il mobile è infatti un bene che deve durare nel tempo
senza superare certi costi. Innovazioni più spinte si possono
trovare più facilmente nel settore degli oggetti".
"Il design italiano, che ha sempre tratto il suo successo
dall'equilibrio tra razionalità e fantasia, sembra aver perso
quest'armonia. La smania del nuovo ha creato confusione. Alcuni si
lasciano coinvolgere da tentativi forzati, pensando di trovare
spazio nel mercato e di ottenere successo. Il Post Moderno, nato
come atto di polemica nei confronti di certe posizioni razionaliste,
fossilizzatesi col passare del tempo, e affermatosi poi per il
desiderio di rinnovare certe forme, liberandole dalla loro
rigidità, si è andato trasformando fino ad identificarsi con la
ricerca della novità a tutti i costi. Però, il Post Moderno non è
riuscito ad andare oltre la superficie, non è riuscito a dare
contenuto alle sue forme. Ecco allora che non si ha più a che fare
con un fatto culturale, ma con un fatto di moda e fuori dalla
razionalità non c'è che la passionalità, l'effimero, il
passeggero".
"L'oggetto deve trovare nella bellezza la propria ragione di
utilità; ma, solo se si riesce a dare all'aspetto esteriore un
contenuto e un significato espressivo, il risultato potrà dirsi
valido.
Considero il dare la forma ad un oggetto come il tentativo di
ottenere l'immagine della sua ragione più profonda. E non bisogna
confondere la bellezza con l'apparenza, poiché quest'ultima è la
parte superficiale della forma. La bellezza sarà tanto maggiore
quanto più affiorerà della sua sostanza.
In essenza, mi preme far vivere di vita propria quegli oggetti che
cerco di creare".
"Fra le mille forme possibili se ne sceglie una, la più
significativa del particolare momento culturale che è in noi, e che
è in dipendenza con l'intensità e la ricchezza delle conoscenze
che in noi premono per prendere vita; il design dunque non sarà mai
moda, dato che questa è solo la passione effimera del suo
tempo".
Giovanni Offredi, recentemente scomparso, e' stato un designer che,
nella sua lunga carriera, ha voluto promuovere la propria immagine unicamente con il proprio lavoro.
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