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Poul
Volther (1923-2001) apparteneva ad una generazione di architetti con
solidissime conoscenze tecniche e grande mestiere. Nel solco della
tradizione danese, aveva infatti conseguito dapprima il diploma di
ebanista e successivamente si era laureato presso la Scuola di Arti
e Mestieri. Similmente a gran parte dei maggiori esponenti della
grande scuola danese, si era anche impegnato in qualità di docente
presso la Scuola danese di Design, influenzando le giovani
generazioni di architetti.
Fautore del funzionalismo, Poul Volther era contrario all'estetica
fine a se stessa e amava concentrarsi sulla scelta dei materiali e
sulla qualità delle finiture.
La storia della poltrona Corona, il suo pezzo più celebre, è
piuttosto travagliata e merita di essere ricordata. Poul Volther
raccontava infatti che l'idea per questo progetto gli era venuta
già all'inizio degli anni '50 e che aveva cercato più volte di
abbozzarla senza successo.
Finalmente, la progettò con una struttura portante in legno,
versione che andò effettivamente in produzione, ma senza
particolare successo, anche per via dell'elevato costo.
Successivamente, nel 1962, decise di re-ingegnerizzare il tutto
sviluppando una struttura in acciaio armonico, sottile ed elastica,
in grado di coniugare leggerezza visiva con un eccellente confort.
Purtroppo, la Corona rimase anche in questa versione un insuccesso
commerciale. Fu infatti tolta dal catalogo e poi ripresentata
numerose volte, senza suscitare l'interesse meritato.
Finalmente, nel 1998, la Erik Jørgensen decise di rilanciare il
prodotto in occasione della fiera di Colonia: il prodotto era maturo
per un duraturo successo!
Curiosamente, il poggiapiedi, naturale completamento della Corona,
è stato messo a punto da Volther nel 2000, sull'onda del successo
finalmente acquisito.
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