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Durante
la sua carriera Verner Panton (1926-1998) ha realizzato sedie, luci
e ambienti connotati da un'individualità molto diversa da quella
dei suoi colleghi scandinavi.
Sperimentando con tutti i materiali a sua disposizione, si è
sforzato di produrre nuove teorie sulla cosmesi e l'ergonomia della
seduta, indipendentemente dal suo ambiente di destinazione,
realizzando opere estremamente eterogenee.
Nativo dell'isola di Funen, Verner Panton ha seguito gli studi
d'ingegneria ad Odense, per poi frequentare la Reale Accademia delle
Belle Arti a Copenhagen.
Dal 1950 al 1952 lavora nello studio di Arne Jacobsen. Si vocifera
che fosse un pessimo collaboratore, dato che era costantemente
impegnato sui propri progetti!
Panton, personalità dalla grande esplorazione immaginativa, prende
contatto con i primi potenziali produttori viaggiando per l'Europa
in un pulmino Volkswagen trasformato in studio mobile.
Apre il proprio studio nel 1955 realizzando subito la sedia da
esterni "Tivoli" per gli omonimi giardini. La sedia è
stata recentemente riproposta al pubblico con l'aggiunta di una
versione relax e di una versione sgabello.
Nel 1958 si presenta alla mostra delle Arti Applicate di Fredericia
con la "Cone Chair", la cui forma è ispirata ad un cono
di gelato. L'allestimento porta letteralmente lo scompiglio tra il
pubblico e la stampa; tutti i mobili e le luci sono infatti fissati
capovolti al soffitto rivestito in moquette
Quando la sedia viene esposta per la prima volta nella vetrina di un
negozio di New York, gli automobilisti vengono talmente distratti
dall'assoluta novità che è costretta ad intervenire la polizia per
vietarne l'esposizione
Nel 1960, il soffitto di un nuovo allestimento alla Fiera del Mobile
di Colonia produce altrettanto scalpore, essendo interamente
ricoperto di alluminio argentato.
Alla fine degli anni '50, Panton concentra i suoi sforzi nel
progettare la prima sedia in plastica realizzata in un pezzo unico.
La sedia, nota come "Panton Chair", grazie alle sue forme
futuristiche diede al designer una fama internazionale.
Panton amava giocare e sperimentare con forma, funzione, colore e
spazio; si è avventurato nella creazione di progetti innovativi e
audaci le cui forme plastiche fantastiche e i colori puri saturi
fecevano perdere la cognizione del tempo e dello spazio: un
caleidoscopio ricco di immagini avveniristiche, a testimonianza di
una nuova era psichedelica.
La sua precoce consapevolezza di ciò che sarebbe diventato Pop Art
e successivamente Post Modern, è facilmente ravvisabile già nei
suoi primi disegni dai quali si può comprendere la notevole
influenza esercitata da lui su altri artisti e designers.
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